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E’ questione di culo!

...mmmm

Nel borsino delle passioni maschili, il fixing lo dà nuovamente in forte ascesa. Forse, anche per questo, c’è chi continuamente c’esorta all’ottimismo. Vuoi vedere che, prima o poi, una botta di “culo” dovrà pure toccarci?

L’attrice americana Jennifer Lopez ha confessato: “Mi piacciono le mie labbra, gli occhi, le mani. Ma non avevo mai pensato che il mio sedere potesse essere tanto attraente“. Nei più aggiornati manuali di seduzione, la parola d’ordine è: “esibire anche l’orlo dei glutei”, che invece per tanto tempo vennero trascurati a favore delle gambe o del seno.

Pare, secondo gli storici, che la decadenza del culo (nel senso di “tendenza di gusto”, ovviamente) sia cominciata con la Rivoluzione francese, che esaltava gli sviluppi lineari e non gradiva le curve.

I grandi uomini della storia lo hanno sempre considerato con molto rispetto. Si narra che una delle mogli di MaomettoAisha, lo aveva enorme, e la saggezza indiana del Kamasutra consigliava allo scapolo che cercava moglie: “Bada che essa abbia l’andatura graziosa di un giovane elefante“. In certi posti del Sahara, infatti, si procede ancora oggi, alla vigilia delle nozze, all’ingrasso con dosi massicce di latte e di burro, mentre nel Sudan variano la dieta: molto cuscus e molta carne.

Il pittore Rubens esaltò nei suoi quadri le rotondità e persino i sintomi della cellulite. Non va nemmeno trascurata la testimonianza lasciata dai poeti. Dal veneziano del Settecento Giorgio Baffo: “Oh caro culo – oh macchina stupenda”, a Gabriele d’Annunzio: “Forma che così dolce t’arrotondi – dove si inserta l’arco delle reni”.

La scienza, poi, cerca di definire i caratteri analizzando “la parte inferiore della schiena”: quello “normale”, rotondo ma non appariscente, significa temperamento estroverso e sicurezza di sé; quello “prorompente” vanità; i glutei a “pera” sottintendono forte personalità; quelli “cadenti” oltre ad indicare l’inesorabile avanzamento dell’età segnerebbero anche impazienza, sbalzi d’umore e nevrosi.

“Che culo!” E’ l’espressione che indica, generalmente, “che fortuna!” Come mi ricordava, tempo fa, un “commentatore” di questo blog, in Emilia, a Bologna per la precisione, sono soliti dire che: “Quando uno deve prenderlo nel culo, il vento gli tira su la camicia”. Ecco così spiegata l’associazione con “fortuna” di quell’altro detto popolare: “nato con la camicia”.


Eh… già (Vasco Rossi)

Eh già
eh già
sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua
ci vuole abilità
eh, già
il freddo quando arriva poi va via
il tempo di inventarsi un’altra diavoleria

eh, già
sembrava la fine del mondo
ma sono qua
e non c’è niente che non va
non c’è niente da cambiare

col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
al diavolo non si vende
si regala

con l’anima che si pente
metà e metà
con l’aria, col sole
con la rabbia nel cuore
con l’odio, l’amore
in quattro parole
io sono ancora qua

eh, già
eh, già
io sono ancora qua

eh, già
ormai io sono vaccinato, sai
ci vuole fantasia
e allora che si fa?
eh, già
riprenditi la vita che vuoi tu
io resto sempre in bilico
più o meno, su per giù

più giù, più su
più giù, più su

più su, più giù
più su, più giù
più su, più giù
più su

col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
con quello che non si prende
con quello che non si dà

poi l’anima che si arrende
alla malinconia
poi piango, poi rido
poi non mi decido
cosa succederà?

col cuore che batte più forte
la notte ha da passà
al diavolo non si vende
io sono ancora qua

eh, già
eh, già
io sono ancora qua
eh, già
eh, già
io sono ancora qua
io sono ancora qua
eh, già
eh, già