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Da Sodoma alla Gerusalemme celeste

In fondo, quella di Annie Lobért è una storia con molti risvolti evangelici. Ex prostituta di Las Vegas, che però torna alla “Casa del Padre”, come il Figliol prodigo, che decide di darsi ad una missione molto particolare: “salvare le nostre anime”. Una “Maddalena” in chiave post moderna, o quasi che però raccoglie molta audience in tv e simpatie tra la destra religiosa. Quella stessa destra che trova le “puttane” però peccatrici immonde.

Da Sodoma alla Gerusalemme celesteLa Lobért ha lavorato 16 anni come escort a Las Vegas, Minneapolis, Minnesota e Hawaii. Una donna, direbbe qualche moralista bigotto, intrisa nel peccato, quindi. Eppure, proprio come recitano le Scritture, specie quelle del Nuovo Testamento, Annie ha visto la luce e si è redenta. Basta con la strada, basta con la prostituzione. Tanto che ha fondato una sua associazione significativamente chiamata “Hookers For Jesus” che tradotto significa “Puttane per Gesù” che ha una missione piuttosto ambiziosa. Redimerci dal peccato, tutti. E chi meglio di “chi ha tanto peccato” può ricondurci sulla retta via? Ovvio, proprio l’associazione di ex escort organizzate. Oggi la Lobér partecipa a conferenze, dibattiti e persino a trasmissioni televisive. Ha anche un suo blog dove si dice sempre disponibile a dare il consiglio ed il conforto giusto. Una buona Samaritana.

Annie Lobért sostiene di aver lasciato il suo business (sembra fosse molto famosa a Sin City, ossia la città del peccato, così come è conosciuta anche Las Vegas) su consiglio di uno dei suoi clienti abituali, che successivamente è diventato pure un suo stretto amico e collaboratore. Il bene, evidentemente, spesso deve prima travestirsi da male per avere ragione della tentazione del maligno… E’ stato proprio allora che Annie ha visto la luce, non più quella sfavillante al neon dei vari Casinò, come il celebre “Cesar Palace” o il “Pioneer”, ma quella “pura ed incontaminata” del Signore. Con una sua amica ha deciso quindi che era giunto il momento di fare una scelta di campo, un cambio radicale della sua vita e soprattutto delle sue abitudini. Ma era necessario organizzarsi. E così è nata l’associazione che prova ad aggregare varie ex prostitute e soprattutto ad aiutare quante dal baratro della prostituzione ancora devono uscire. Un’opera senz’altro meritoria. Ospite in una trasmissione Tv americana, ha spiegato le difficoltà della sua meritoria opera e il suo proposito principale “salvare le donne dal peccato”. Un’operazione molto meno semplice di quello che si possa pensare. Perché le donne che “stanno nel business” sono vere e proprie schiave, dei loro “protettori” certo, ma anche dalla loro dipendenza dai soldi. La Lobért ha in passato parlato anche in chiese e conferenze religiose in tutti gli Stati Uniti. I suoi argomenti generalmente includono una presentazione della sua testimonianza e della sua esperienze che si chiudono sempre con un messaggio di speranza: “Jesus Saves”, Gesù salva. E se non lo fa direttamente lui, l’intercessione delle sue puttane può venire senz’altro utile. Amen.

Fonte: Giornalettismo

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Tutto il mondo è paese: Al Gore accusato di molestie sessuali

Al Gore – Una massaggiatrice di Portland ha denunciato l’ ex vicepresidente degli Usa e premio Nobel per la pace. Il fatto risalirebbe all’ottobre del 2006 e sarebbe avvenuto nella suite di un albergo. Ma sulla storia permane qualche dubbio

Una massaggiatrice di Portland, la principale città dello Stato nord-occidentale dell’Oregon, ha accusato l’ex vicepresidente e premio Nobel per la pace, Al Gore di “contatti sessuali non desiderati”. L’incontro molesto sarebbe avvenuto in un famoso albergo della città sulla costa del Pacifico, durante una visita dello stesso Gore nell’ottobre del 2006.

[Pubblicato su : Giornalettismo]


La destra Usa: “La Coppa del mondo? Un complotto della sinistra”

Sud Africa 2010 – Neocons alla riscossa, contro il calcio. “E’ una cospirazione socialista che minaccia i tradizionali valori americani”. Intanto, dati alla mano, anche oltreoceano il soccer è un fenomeno in continua crescita e per ora ancora sano, senza hooligans, polemiche, processi e Luciano Moggi.

In Italia, come sappiamo, sia la destra sia la sinistra considerano il campo di calcio quasi come una normale appendice al loro teatrino politico. Si discute di arbitri, violenza negli stadi, “sudditanza psicologica” e, ovviamente, di conflitto d’interessi. Non si contano poi le ospitate ai vari “Prociessi” di Biscardi ed altre trasmissioni affini, dove loro, i nostri politicanti, hanno la possibilità di dare libero sfogo alla vis polemica. In un paese dove almeno una cinquantina di milioni di nostri connazionali – quindi, politici di ogni ordine e rango compresi – ambiscono al ruolo di CT della nazionale, tutto sommato, può essere un fenomeno “anche” normale. Il discorso cambia, però, se la polemica intorno al “pallone”, viene dagli Stati Uniti d’America. Infatti, proprio in questi giorni, mentre in Sud Africa si sta celebrando la fase finale del Mondiale di calcio, negli States sta infuriando una polemica dai toni tanto aspri quanto sciovinisti, imbastita da diversi esponenti e circoli GOP, ossia i Repubblicani contro l’agente “soccer” che inquinerebbe i tradizionali valori americani.

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USA: Insegnante licenziata per aver fatto sesso prima del matrimonio

Insegnante – E’ accaduto in una scuola cattolica americana. La donna, quando si è sposata era incinta di tre settimane. Un “peccato” troppo grave per una scuola confessionale la quale l’ha licenziata per “fornicazione”.

Jarretta Hamilton, un insegnante di 39 anni di St. Cloud, in Florida, è stata licenziata dalla Southland Christian School poiché il giorno del matrimonio con suo marito Sam, era incinta di tre settimane. In una lettera al suo avvocato, la direttrice della scuola le ha scritto “Le chiediamo di non tornare a causa di una questione morale che lei ha gravemente trascurato, la fornicazione”.

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Facebook: tutti con Helen Thomas, la cronista che ha offeso Israele

Helen Thomas e JFK – Numerosi messaggi di solidarietà, all’anziana giornalista della Casa Bianca sono comparsi nella sua bacheca del popolare social network.

La giornalista ottantanovenne Helen Thomas, ha lavorato presso la Casa Bianca dal lontano 1960, prima come corrispondente della UPI, United Press International e poi dal 2000 per i giornali del gruppo editoriale Hearst. Nei giorni scorsi, ha commentato in modo quantomeno “politically uncorrect” l’assalto da parte dei commandos israeliani contro le navi degli della “Free Gaza Flottilla”, costato la vita almeno a nove attivisti. Intervistata da RabbiLive.com, quando l’è stato chiesto se avesse commenti da fare sul comportamento di Israele, la Thomas ha sbottato: “Dovrebbero levarsi dai piedi in Palestina e tornare a casa loro in Germania, Polonia o altrove”. Commento immediatamente giudicato antisionista, tanto che l’è costato il posto di lavoro, nonostante le sue scuse giudicate, evidentemente, tardive.

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Un Papa che confonde pecorelle smarrite con criminali seriali

Papa – Anche l’autorevole Los Angeles Times critica duramente il comportamento tenuto sin qui dalle gerarchie vaticane e dallo stesso Ratizinger sui numerosi scandali a sfondo sessuale e pedofilo emersi solo negli ultimi tempi.

Per il più importante giornale della Pacific coast “la Chiesa cattolica romana mostra di aver imparato poco dalle squallide vicende che la vedono coinvolta”. Per Tim Rutten, editorialista del Los Angeles Times appaiono, allo stesso tempo, troppo evidenti e troppo maldestri i tentativi di copertura messi in atto dalle stesse gerarchie per “coprire o minimizzare del tutto lo scandalo degli abusi sessuali” che, peraltro, non accenna ad arrestarsi. “Fino ad oggi -si legge – Papa Benedetto XVI sembrava voler assumere un approccio molto più schietto e severo al problema del suo predecessore, Giovanni Paolo II, così come lascerebbe pensare pure la recente “lettera pastorale” inviata a tutta la Chiesa irlandese”, quest’ultima, come sappiamo, pesantemente colpita dallo scandalo degli abusi sessuali. Tuttavia, ricorda puntigliosamente l’editorialista, secondo quanto ha pubblicato questa settimana dall’altra costa, quella atlantica, il New York Times, alcune storie suggeriscono che l’allora “Cardinale Joseph Ratzinger – il futuro Papa Benedetto XVI – ha partecipato attivamente a stendere quella cappa di “segretezza e di negligenza amministrativa che sta alla radice di questo scandalo”.

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Hai fatto sesso col senatore? Dimostracelo e ti daremo i biglietti per il concerto

Streape tease – Un politico del Missouri, severo censore della morale e del buoncostume, vuole proibire streape tease e lap dance dai night club. Un blog lancia la provocatoria iniziativa. Sapere cosa davvero lo ossessiona del sesso.

“Hai fatto sesso col senatore Matt Bartle? Se è così, vogliamo sapere tutto”. Questo l’incipit della provocatoria iniziativa di un popolare blog americano, “The Pitch” che, in questo modo, vuole combattere la campagna “bacchettona” del senatore repubblicano del Missouri, Matt Bartle. “Bartle – si legge sul blog – è un ossessionato dal sesso” e secondo gli autori di Pitch deve avere qualche inconfessabile scheletro nell’armadio, per forza. Magari un’adolescenza non proprio felice, forse qualche problema sorto in età puberale a rapportarsi con il sesso opposto, un trauma, una fobia o persino una turbe psichica che l’assilla così tanto da voler proibire a tutti la visione di un semplice spogliarello in qualche club del suo Stato. Cosa c’è di meglio – sostiene il blog – che smascherare un sedicente bacchettone conoscendo appunto i suoi “gusti” ed i suoi “appetiti” sessuali direttamente da chi ha fatto sesso con lui? Perché qualcuno deve pur esserci!

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