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Articoli con tag “spese

Il governo dei tagli e fa assumere centomila consiglieri tributari ai comuni

Fisco – Un comma della manovra finanziaria prevede l’istituzione dei Consigli tributari. Un aggravio di spesa per gli Enti locali stimato in almeno 100milioni di euro l’anno. Si tratta d’istituti inutili peraltro lottizzati dalla politica che finora hanno causato grossi guai all’Amministrazione finanziaria centrale.

“Ai Comuni sarà riconosciuta una quota pari al 33% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo”, parole e musica del ministro dell’Economia Giulio Tremonti contenuti nella sua nuova hit: la manovra correttiva da 24mld di euro, ora al vaglio del Senato. Un refrain triste, magari buono per Sanremo, ripetuto fino alla noia dai telegiornali, manco fosse davvero una canzone. Peccato che a spulciare per bene nel centinaio di cartelle che compongono la manovra da 54 articoli si scopre, invece, che i comuni dovranno accollarsi un’ulteriore spesa. L’assunzione tra 100 e 150mila consiglieri tributari “entro il termine di 90 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione”. Costo previsto, calcolando per difetto, circa 100 milioni di euro.

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Una manovra che mette (eccome) le mani nelle tasche degli italiani

Tremonti e BerlusconiEcco i numeri “veri” della manovra correttiva varata dal governo. Oltre ai pesanti tagli agli Enti locali, alla scuola e alla sanità, almeno il 40% è preventivato da maggiori entrate. Ma molti appaiono “tagli di carta, di dubbia praticabilità”.

Nei giorni scorsi avevamo commentato in una serie di articoli le anticipazioni della manovra correttiva che il governo ha dovuto mettere in atto per apportare i necessari “aggiustamenti” ai nostri Conti pubblici. Si trattava di anticipazioni di stampa, rumors provenienti dall’interno dello stesso governo, boatos parlamentari ecc. Adesso, con il testo della manovra economica [VEDI TABELLA] reso finalmente disponibile dal ministro Giulio Tremonti, possiamo dare un giudizio più completo ed articolato, per quanto già dai prossimi passaggi nelle Aule del Parlamento, si annunciano ulteriori – e forse non proprio irrilevanti – modifiche.

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