Idee, pensieri e riflessioni

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Ho bisogno di te

Ho bisogno di te
per placare le miei paure
figlie di una vita stanca,
per dare sollievo
alla mia anima piegata.

Ho bisogno di te
per cogliere l’essenza
primaria della mia esistenza,
per respirare e vivere
il profumo di un vero amore.

Ho bisogno di te, infinitamente di te.
Ogni sogno, ogni pensiero
s’infrange, nelle tua dolorosa assenza,
perdendosi, in una lontananza muta e greve.

Questo è il mio frutto avvelenato,
l’ira di un amore soffocato.
Grida, nel buio e nel dolore,
delle labbra bruciate, dall’eco assordante.

Ho bisogno di te,
mentre affoga, nel sonno più depresso
il tuo non ritorno. – P.


Polvere di te

Polvere di te

Ti sogno ogni notte
Ti inseguo continuamente senza mai raggiungerti
Ti cerco senza sosta in ogni momento della mia vita

Ti immagino, mi sembra quasi di scorgerti
sì, sei proprio tu
dietro quella nuvola lontana
sopra l’infinità del mare.
Con il tuo respiro, gonfi e spingi le mie vele sdrucite

E allora combatto, mi affanno,
sudo, soffro
mentre lentamente ti avvicini
comincio a sentire il tuo profumo
a percepire il tuo rassicurante calore
a intravedere i tuoi aggraziati lineamenti
a udire la tua tenera voce
a riconoscere il tuo dolcissimo sguardo.

Sto per toccare un lembo della tua veste,
credo di essere giunto la dove so che è difficile arrivare,
La tua mano si chiude intorno la mia.
Io la stringo e poi la riapro,
e allora mi rendo conto di averti solo sfiorata.

Il tuo palmo è ricoperto di polvere scintillante
polvere che mi è entrata dentro
polvere che ora viaggia assieme ai miei desideri,
polvere che ormai è parte di me.
Polvere di Felicità, di Gioia. Polvere d’Amore.
Polvere di te. – P.


Come una stella

Il tuo sorriso cade come una stella,
in questa calda notte d’agosto,
da un cielo buio eppur non tenebroso.
Tu, sogno atteso per una vita,
illumini la mia anima, dai calore al mio cuore.

Ritrovo così la tua voce
che non lascia mai la mia mente,
e i miei pensieri solo ora danzano felici
accompagnati da questo vento caldo che volge
foglie e rami.

Il tuo respiro mi porta,
con soffice volo,
il profumo della passione che pervade quest’aria.
Mi sembra di sentire il tepore del tuo viso,
la leggerezza e la grazia delle tue labbra,
in brividi d’amore finalmente abbracciati
attendiamo così,
noi cuori lontani,
l’alba di domani… riscaldati dal Sole. – P.


Sei sogno, sei tu

Sogno

Esistevi nei mie sogni e te ne sei impadronita.

Dai miei sogni sei uscita per entrar nella mia vita.

Hai svegliato, all’improvviso, e sconvolto così i miei sensi.

E dirigi il mio vagare, molto più di quanto pensi.

Sei il mio digiuno, il mio pensiero, il mio respiro.

E vorrei trovarti lì, alla fine di ogni giro.

Non comprendo e non mi spiego come potresti sceglier me?

Poco importa, sei un sogno. Non c’è sempre un perché. – P.


E’ questione di culo!

...mmmm

Nel borsino delle passioni maschili, il fixing lo dà nuovamente in forte ascesa. Forse, anche per questo, c’è chi continuamente c’esorta all’ottimismo. Vuoi vedere che, prima o poi, una botta di “culo” dovrà pure toccarci?

L’attrice americana Jennifer Lopez ha confessato: “Mi piacciono le mie labbra, gli occhi, le mani. Ma non avevo mai pensato che il mio sedere potesse essere tanto attraente“. Nei più aggiornati manuali di seduzione, la parola d’ordine è: “esibire anche l’orlo dei glutei”, che invece per tanto tempo vennero trascurati a favore delle gambe o del seno.

Pare, secondo gli storici, che la decadenza del culo (nel senso di “tendenza di gusto”, ovviamente) sia cominciata con la Rivoluzione francese, che esaltava gli sviluppi lineari e non gradiva le curve.

I grandi uomini della storia lo hanno sempre considerato con molto rispetto. Si narra che una delle mogli di MaomettoAisha, lo aveva enorme, e la saggezza indiana del Kamasutra consigliava allo scapolo che cercava moglie: “Bada che essa abbia l’andatura graziosa di un giovane elefante“. In certi posti del Sahara, infatti, si procede ancora oggi, alla vigilia delle nozze, all’ingrasso con dosi massicce di latte e di burro, mentre nel Sudan variano la dieta: molto cuscus e molta carne.

Il pittore Rubens esaltò nei suoi quadri le rotondità e persino i sintomi della cellulite. Non va nemmeno trascurata la testimonianza lasciata dai poeti. Dal veneziano del Settecento Giorgio Baffo: “Oh caro culo – oh macchina stupenda”, a Gabriele d’Annunzio: “Forma che così dolce t’arrotondi – dove si inserta l’arco delle reni”.

La scienza, poi, cerca di definire i caratteri analizzando “la parte inferiore della schiena”: quello “normale”, rotondo ma non appariscente, significa temperamento estroverso e sicurezza di sé; quello “prorompente” vanità; i glutei a “pera” sottintendono forte personalità; quelli “cadenti” oltre ad indicare l’inesorabile avanzamento dell’età segnerebbero anche impazienza, sbalzi d’umore e nevrosi.

“Che culo!” E’ l’espressione che indica, generalmente, “che fortuna!” Come mi ricordava, tempo fa, un “commentatore” di questo blog, in Emilia, a Bologna per la precisione, sono soliti dire che: “Quando uno deve prenderlo nel culo, il vento gli tira su la camicia”. Ecco così spiegata l’associazione con “fortuna” di quell’altro detto popolare: “nato con la camicia”.


Comunque, grazie

Tu!

Comunque, grazie.

Non so come finirà, non so nemmeno se ci sarà mai un inizio. Non m’importa.

E’ tutto così strano, tutto così impossibile. Lucido e assurdo.

Eppure, sento il bisogno di ringraziarti fin d’adesso.

Grazie, per aver riportato il mio cuore nuovamente a pulsare.

Battiti insoliti ed incalzanti, assai diversi da quelli appena scanditi solo pochi istanti prima.

Grazie, per aver riportato un alito fresco di passione tra i miei logori pensieri.

Grazie, per la tua fiera spensieratezza e per la gioia di vivere che ci metti.

Grazie, per aver provato a sgomberare da sola le nubi dal mio indefinito orizzonte,

 facendomi assaporare, ancora, la gioia d’intravedere un cielo terso.

Grazie, per il solo fatto di lasciarmi immaginare il tuo sorriso.

Un caldo raggio di Sole che scaccia via l’inverno dal mio volto.

Grazie, per avermi fatto capire che in fondo “il male nasce sempre dove l’amore non basta”.

Grazie di esistere anche se resti impalpabile sogno. Irraggiungibile chimera.


E’ proibito non sorridere… (Pablo Neruda)

Neruda

E’ proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.

E’ proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

E’ proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.

E’ proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.

E’ proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perchè le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

E’ proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.

E’ proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona, 
allo stesso modo te lo può togliere.

E’ proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso. – Pablo Neruda

Sarà proibito… ma oggi è anche tanto difficile. – P.


Eh… già (Vasco Rossi)

Eh già
eh già
sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua
ci vuole abilità
eh, già
il freddo quando arriva poi va via
il tempo di inventarsi un’altra diavoleria

eh, già
sembrava la fine del mondo
ma sono qua
e non c’è niente che non va
non c’è niente da cambiare

col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
al diavolo non si vende
si regala

con l’anima che si pente
metà e metà
con l’aria, col sole
con la rabbia nel cuore
con l’odio, l’amore
in quattro parole
io sono ancora qua

eh, già
eh, già
io sono ancora qua

eh, già
ormai io sono vaccinato, sai
ci vuole fantasia
e allora che si fa?
eh, già
riprenditi la vita che vuoi tu
io resto sempre in bilico
più o meno, su per giù

più giù, più su
più giù, più su

più su, più giù
più su, più giù
più su, più giù
più su

col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
con quello che non si prende
con quello che non si dà

poi l’anima che si arrende
alla malinconia
poi piango, poi rido
poi non mi decido
cosa succederà?

col cuore che batte più forte
la notte ha da passà
al diavolo non si vende
io sono ancora qua

eh, già
eh, già
io sono ancora qua
eh, già
eh, già
io sono ancora qua
io sono ancora qua
eh, già
eh, già


Ti ho amato – Alessandro Baricco

Oceano Mare

Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio.

Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità.

E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme

tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.

Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei.

E lo ha fatto. E’ scoppiata tutto d’un colpo.

– Alessandro BariccoOceano Mare


Il cuore e il bambino

Il Cuore e il BambinoOggi, un bimbo mi ha chiesto: “Ma il cuore sta sempre nello stesso posto, oppure, ogni tanto, si sposta? Va a destra e a sinistra?”. Io: “No, il cuore resta sempre nello stesso posto. A sinistra”. Ed intanto penso… Poi, un giorno, crescerai. Ed allora capirai che il cuore vive in mille posti diversi, senza abitare, davvero, in nessun luogo.

Ti sale in gola, quando sei emozionato. O precipita nello stomaco, quando hai paura, o sei ferito. Ci sono volte in cui accelera i suoi battiti, e sembra volerti uscire dal petto. Altre volte, invece, fa cambio col cervello. Crescendo, imparerai a prendere il tuo cuore per posarlo in altre mani. E, il più delle volte, ti tornerà indietro un po’ ammaccato. Ma tu non preoccupartene. Sarà bello uguale. O, forse, sarà più bello ancora. Questo, però, lo capirai solo dopo molto, molto tempo. Forse.

Ci saranno giorni in cui crederai di non averlo più, un cuore. Di averlo perso. E ti affannerai a cercarlo in un ricordo, in una fotografia, in un profumo, nello sguardo di qualcuno o nelle tasche di un vecchio abito che ormai non indossi più. Poi, ci sarà un altro giorno… Un giorno un po’ diverso, un po’ speciale, un po’ importante. Quel giorno, capirai che non tutti hanno un cuore. Lascia che sia… è così.