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Con il Sud Silvio divide et impera

Sud – Nuova decurtazione ai Fondi destinati alle Aree Sottoutilizzate. Ben 2,5 miliardi in meno nel prossimo triennio. Tuttavia, con la delega oggi affidata a Raffele Fitto, verrà accelerato l’iter per la sua redistribuzione. Un contentino destinato ai governatori del Sud in quota Pdl.

FAS è la sigla sotto cui si cela il “Fondo per le Aree Sottoutilizzate“. Linguaggio burocratico alla “vaselina” che identifica i fondi destinate alle aree economicamente sottosviluppate del paese. Introdotto nel 2003 (quindi dal passato governo Berlusconi) doveva costituire, a detta dei suoi stessi ideatori, “lo strumento generale di governo della nuova politica regionale nazionale per la realizzazione di interventi in aree particolari del Paese”, individuato sulla base dell’art. 27, comma 16 della Legge 488/99 e dalla Finanziaria del 2000. In realtà, il governo Berlusconi ha adoperato questo strumento praticamente come un bancomat così come puntualmente ha anticipato Dario Ferri qualche tempo fa. Per esempio, nel solo anno passato, “Dai 63,3 miliardi di euro iniziali la dotazione del FAS è stata tagliata a 45 miliardi di euro: 18 per le amministrazioni centrali e 27 per le Regioni, più i residui 7,3 miliardi al Fondo Infrastrutture Strategiche (Fis). Per effetto di questi tagli e delle successive riassegnazioni, al Sud sono stati sottratti 12-13 miliardi di euro”. E proprio come un Bancomat, a via di sottrarre continuamente soldi, questo fondo si è sempre più assottigliato. Così, proprio in queste ore, si è venuto a sapere che il governo si appresta a praticare un ulteriore taglio di quasi 2 miliardi e mezzo di euro nel prossimo triennio. Un’ulteriore beffa che si somma al danno già praticato negli anni passati, che colpirà, manco a dirlo, soprattutto le regioni meridionali.

[Prosegue su Giornalettismo]

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“Vassallo è attendibile”. E Cosentino?

Nicola Cosentino – “Le recenti informazioni ricevute dal collaboratore di giustizia sul conferimento di rifiuti nelle discariche Resit e Novambiente corrispondono a quanto da noi anticipato. Possiamo affermare che quanto ora raccontatoci da Vassallo per questi luoghi e per quegli anni è attendibile”. Sono le conclusioni del professor Balestrieri, consegnate al Pm Alessandro Milita e al capo della Dda di Napoli, Federico Cafiero de Raho. Secondo il perito, “il manager dei rifiuti” non ha mentito quando ha raccontato chi, come e quando ha avvelenato la Campania.

Non solo, Gaetano Vassallo ha anche accusato diversi politici tra cui il sottosegretario all’Economia, presidente del Cipe e coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, di aver avuto rapporti con il famigerato clan dei Casalesi. Di Vassallo, insieme a Teresa Scherillo, già mi sono occupato qualche tempo fa in una bella inchiesta e in diversi altri articoli pubblicati per Giornalettismo. Tra l’altro, si legge nella stessa “Ordinanza d’arresto” comminata a carico del sottosegretario berlusconiano – poi rigettata dal voto negativo della Camera – che per Vassallo “Cosentino sapeva che io ero socio della ECO4 e sapeva perfettamente dei miei rapporti con la famiglia Bidognetti, per la quale ero il referente all’interno della società”. Vassallo, considerato l’imprenditore dei Casalesi sostiene di aver conosciuto Cosentino attraverso il boss Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e Mezzanotte”. Dopo l’assegnazione al fratello Salvatore di un appalto per la raccolta di rifiuti sul comune di San Cipriano, Gaetano Vassallo fu convocato direttamente da Bidognetti “affinché indicessi una riunione con le maestranze per sostenere il candidato Nicola Cosentino per le elezioni provinciali. Me lo presentò come suo amico e io personalmente ebbi a prelevare il Cosentino insieme al fratello minore e a portarlo presso il deposito ove erano state riunite le maestranze, invitandole al voto secondo le indicazioni di Francesco Bidognetti”.

Adesso delle due, l’una. Se Vassallo è attendibile, perché Cosentino è ancora al suo posto?