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Evasione fiscale record, per chi suona la campanella di Tremonti?

Tremonti e Bossi – Agli evasori sono bastati appena 5 mesi per eludere agli occhi del Fisco ben 22 miliardi di euro, ossia quasi quanto il governo si appresta a tagliare e a ricavare con tasse e balzelli dalle tasche degli italiani nei prossimi due anni (24 mld).

L’Italia, come sappiamo è un Paese di santi, di poeti, di navigatori e, soprattutto, di evasori fiscali. Una categoria che davvero non conosce la parola crisi. Tra questi troviamo artigiani, commercianti, medici, avvocati e piccoli professionisti. Ci sono, ad esempio, pellicciai che dichiarano 300mila euro, ma solo mezzo di guadagno, salumieri che non superano i 20mila e gioiellieri, poveracci, che si fermano a 15. Certo, nessuno vuole fare di “tutta un erba un fascio”, ad esempio gli artigiani stufi di finire sempre all’indice ed irritati dalle denunce, se la prendono, non senza qualche buona ragione, con le grandi aziende, le Spa associate in Confindustria, ree di non dichiarare i loro profitti. Confindustria, a sua volta ribadisce di pagare all’erario fino all’ultimo centesimo; in realtà, statistiche alla mano, lo farebbero solo il 60% di queste. Ed intanto, pensionati e lavoratori dipendenti, come Totò, continuano a recitare il loro triste mantra: “ed io pago, ed io pago”. Anche perché, sono i soli che non possono farne a meno ed è su di loro che la mannaia del Fisco si accanisce.

[Pubblicato su: Giornalettismo]

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Il governo, la lotta all’evasione e quei numeri scritti sulla sabbia

GdF – Secondo il ministero dell’Economia, dai soli “nuovi” provvedimenti anti-evasione fiscale, nel 2011 dovrebbero arrivare nelle casse dello Stato più di 4 mld di euro. Una cifra dubbia, in gran parte campata in aria. Vi spieghiamo perché.

La manovra correttiva dei nostri Conti pubblici, è contenuta nel decreto legge, numero 78. Forse, è un presagio… almeno stando all’interpretazione che ne dà la Smorfia napoletana. Del resto, lo stesso governo, deve aver ricorso non poco alla “cabala” in sede di certe previsioni di gettito, specie per quanto riguarda alcuni dei provvedimenti adottati per fare fronte, almeno a chiacchiere – spiegheremo, poi il perché – all’evasione fiscale. Infatti, ad una lettura un po’ più attenta dei dispositivi predisposti varati dall’esecutivo berlusconiano, ci si rende subito conto come molte delle poste date per sicure siano quantomeno aleatorie, mentre altre appaiono del tutto fantasiose. Più che scritte in calce ad una legge dello Stato (per quanto ancora in attesa di conversione dal Parlamento) sembrano invece tracciate con un dito sulla sabbia.

[Prosegue su Giornalettismo]