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Il Cardinale, l’Onorevole e la Camorra

Cardinale Sepe – Nell’Ordinanza d’arresto del sottosegretario del governo Berlusconi, Nicola Cosentino c’è una dichiarazione dell’imprenditore, pentito e vittima dei casalesi, Michele Orsi che oggi torna a far rumore. “Cosentino ci richiese l’assunzione di due nipoti del Cardinale Sepe, da noi regolarmente attuate”.

Cosa può legare un Cardinale, finora considerato una personaggio integerrimo, finito improvvisamente nell’occhio del ciclone in quanto indagato per corruzione nella torbida vicenda che lega la sua “Propaganda fide” alla “cricca” di Anemone, Zampolini&Co. Ad un potente quanto discusso Sottosegretario di cui i giudici hanno chiesto l’arresto per “concorso esterno in associazione camorristica”? Le origini, certo, entrambi provengono dal casertano ma anche, forse, qualcosa di più inconfessabile. La camorra. Certo, Sepe è stato a Scampia, in mezzo alle famigerate “Vele” dove la criminalità organizzata è per molti la sola istituzione riconosciuta; ha gridato pubblicamente davanti alla gente e alle telecamere “camorristi infami”! E però, forse solo per l’impossibilità di ottenere per le vie brevi e soprattutto lecite quanto magari dovuto, il nostro cardinale “anticamorra” sembra sia caduto in tentazione. Questo, almeno traspare dalle dichiarazioni rese nel giugno del 2007 da Michele Orsi, imprenditore di camorra e pentito del clan dei casalesi, poi assassinato dal gruppo di fuoco capeggiato dal boss Giuseppe Setola il primo giugno del 2008, contenute nell’Ordinanza d’arresto del Gip di Napoli, Gianfranco Piccirillo, depositata nel novembre dello scorso anno, a carico di Nicola Cosentino.

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La lettera

Luigi Bobbio – Al Sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio è bastata una lettera minatoria per assicurarsi una scorta del Ministero dell’Intero. A Roberto Saviano c’è voluto invece un intero libro. Ancora meno è bastato al direttorissimo Augusto Minzolini per celebrare “l’evento” – finalmente – di un minacciato dalla camorra e non di un colluso nelle fila del centro-destra.

Un’anteprima di “fango” sulla – e per la – città andata in onda nell’edizione delle 20 del Tg1 di sabato scorso che, dopo le copiose piogge di ieri e di oggi, proprio non ci mancava. Almeno stando a come si presentavano le strade “alluvionate” di stamattina.


“Vassallo è attendibile”. E Cosentino?

Nicola Cosentino – “Le recenti informazioni ricevute dal collaboratore di giustizia sul conferimento di rifiuti nelle discariche Resit e Novambiente corrispondono a quanto da noi anticipato. Possiamo affermare che quanto ora raccontatoci da Vassallo per questi luoghi e per quegli anni è attendibile”. Sono le conclusioni del professor Balestrieri, consegnate al Pm Alessandro Milita e al capo della Dda di Napoli, Federico Cafiero de Raho. Secondo il perito, “il manager dei rifiuti” non ha mentito quando ha raccontato chi, come e quando ha avvelenato la Campania.

Non solo, Gaetano Vassallo ha anche accusato diversi politici tra cui il sottosegretario all’Economia, presidente del Cipe e coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, di aver avuto rapporti con il famigerato clan dei Casalesi. Di Vassallo, insieme a Teresa Scherillo, già mi sono occupato qualche tempo fa in una bella inchiesta e in diversi altri articoli pubblicati per Giornalettismo. Tra l’altro, si legge nella stessa “Ordinanza d’arresto” comminata a carico del sottosegretario berlusconiano – poi rigettata dal voto negativo della Camera – che per Vassallo “Cosentino sapeva che io ero socio della ECO4 e sapeva perfettamente dei miei rapporti con la famiglia Bidognetti, per la quale ero il referente all’interno della società”. Vassallo, considerato l’imprenditore dei Casalesi sostiene di aver conosciuto Cosentino attraverso il boss Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e Mezzanotte”. Dopo l’assegnazione al fratello Salvatore di un appalto per la raccolta di rifiuti sul comune di San Cipriano, Gaetano Vassallo fu convocato direttamente da Bidognetti “affinché indicessi una riunione con le maestranze per sostenere il candidato Nicola Cosentino per le elezioni provinciali. Me lo presentò come suo amico e io personalmente ebbi a prelevare il Cosentino insieme al fratello minore e a portarlo presso il deposito ove erano state riunite le maestranze, invitandole al voto secondo le indicazioni di Francesco Bidognetti”.

Adesso delle due, l’una. Se Vassallo è attendibile, perché Cosentino è ancora al suo posto?