Idee, pensieri e riflessioni

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Italia e debito pubblico: ma quanto siamo Piigs?

Debito – Mentre per Berlusconi siamo “il paese più ricco d’Europa”, persino “meglio della Germania”, ad un’analisi finanziaria più attenta, emergono tutte le nostre difficoltà. E se a dirci la verità sui nostri Conti pubblici fossero i mercati “Over the counter”, anziché Tremonti?

“Non siamo l’ultimo paese d’Europa”. Anzi: “Se mettiamo insieme algebricamente il concetto di dinamica del debito e quello di sostenibilità del debito siamo il Paese più ricco d’Europa, un pelo sopra la Germania”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenuto telefonicamente ai lavori del convegno della neonata fondazione “Liberamente” a Moniga del Garda. E ancora: “L’Italia – secondo il premier – è un paese solidissimo” soprattutto per quanto riguarda il privato. “Le famiglie italiane lavorano e risparmiano e sono proprietarie, per l’80% delle loro case. Per questo il nostro sistema bancario è il più solido d’Europa. Ho fatto inserire nei sistemi di valutazione di Maastricht due concetti che sono la dinamica del debito più il concetto di sostenibilità del debito”. Mettendoli insieme, chiosa Berlusconi l’Italia “è il paese più ricco d’Europa”. E’ davvero così? Qualche dubbio – molto più di uno – è lecito nutrirlo. Non solo perché spesso le dichiarazioni del nostro premier si sono rivelate – con un eufemismo – incorrette… ma anche perché tendono, ancora una volta, ad occultare se non addirittura a travisare agli occhi dell’opinione pubblica la situazione delle nostra economia e della nostra finanza pubblica.

[Prosegue su : Giornalettismo]

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Le banche italiane e la “manina” del Tesoro sul debito pubblico

Giulio Tremonti – Dopo aver raggiunto il suo massimo storico (185 bps) pochi giorni fa, il differenziale tra i nostri BTP ed i bund tedeschi è nuovamente sceso di 25 punti base. Le nostre banche si sono mosse ed hanno fatto ingenti acquisti. Ma su suggerimento di chi?

Ne parlavamo giusto ieri, come si è soliti dire, “tra le righe”. “Il differenziale fra i titoli decennali di riferimento italiano e tedesco prosegue nella sua rapida discesa, portandosi al di sotto dei 160 punti base, dopo il picco dell’altrieri sopra i 185”. Una discesa di 25 punti base rapida e repentina, forse pure troppo… tanto che qualcuno sospetta che, dietro i massicci acquisti effettuati nelle ultime ore da diversi istituti di credito italiani ci sia una “manina” ben più potente. Ma di chi? Proviamo a scoprirlo procedendo con ordine.

[Prosegue su Giornalettismo]